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I Tratturi
I tratturi erano dei sentieri, solitamente in terra battuta, che partendo dalle alture conducevano alla pianura. Utilizzati dai pastori per la transumanza, ovvero la migrazione stagionale delle greggi, questi attraversavano intere regioni passando dai campi ai piccoli borghi dove avvenivano le soste.Transumanza vuol dire pastorizia trasmigrante. La parola è composta da trans (di là da) e da humus (terra): greggi che migrano da un territorio ad un altro. Essa consisteva nel trasferimento periodico del bestiame, specialmente ovino, dai pascoli di pianura a quelli di montagna e viceversa, per consentirne lo sfruttamento stagionale. La transumanza consisteva in un lungo cammino attraverso dei sentieri erbosi denominati tratturi, che aveva inizio dai monti dell’Abruzzo, procedeva verso la pianura fino a scendere e a costeggiare il mare.
I tratturi erano, dunque, grandi vie battute dagli armenti.

Nell’Abruzzo interno, a causa degli inverni lunghi e rigidi, i prati stabili erano scarsissimi, pertanto per l’impossibilità di immagazzinare molto foraggio secco o di sopportare l’alto costo dell’importazione, rese necessaria la pratica della pastorizia transumante. Greggi numerose, circondate da rumorose mute di cani, scendevano dalle pendici dei monti o attraversavano i grandi altipiani. Nel corso di un millennio lungo i bordi di queste strade erbose sono sorti paesi, santuari, stazioni di sosta. Fu dunque un bisogno economico e sociale a determinare la nascita e la lunga esistenza delle vie armentizie.

Già fra i secoli XVI e XII a.C., in piena Età del Bronzo, la transumanza risultava ampiamente praticata dalle popolazioni insediate nell’area Abruzzese, attività che venne perpetuata anche in epoca romana. Gli antichi romani che consideravano la pastorizia arte nobile oltre che redditizia, ne fecero un settore portante della loro economia. La pastorizia trasmigrante rimase fino agli inizi del XX secolo una delle più antiche e diffuse attività dell’uomo. Lungo questi antichi percorsi ancora oggi si osservano numerose chiese dette tratturali, utilizzate anche per il riparo e il conforto dei pastori, testimonianza di ciò nel territorio del Chietino-Ortonese è ad esempio la Chiesetta San Bernardino ad Orsogna.

In Abruzzo vi erano tre tratturi principali.

Il Tratturo L’Aquila a Foggia, lungo 250 chilometri, partiva dal piazzale antistante la Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Questo il percorso: Bazzano, Poggio Picenze, Barisciano, luogo di confluenza delle greggi da Castel del Monte e dal Gran Sasso; Piana di Navelli, San Pio delle Camere, Prata d’Ansidonia, Caporciano, Navelli. Qui si biforcava. Un braccio andava verso Collepietro, Bussi, Castiglione a Casauria, Torre de’ Passeri, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Serramonacesca, Roccamontepiano, San Martino sulla Marrucina, Rapino, Guardiagrele, Sant’Eusanio del Sangro, Castel Frentano, Perano, Gissi, Lentella, Montenero di Bisaccia in Molise, Montecilfone, Guglionesi, San Martino in Pensilis, Chieuti in Puglia, Serracapriola, San Paolo di Cividate, Torremaggiore, Foggia. Un secondo braccio andava verso la Valle del Tirino (o Tritana), Capestrano, Ofena, Forca di Penne, Brittoli, Cugnoli, Alanno, Nocciano, Rosciano,Villa Oliveti,Villa Reja di Cepagatti, attraversava il fiume Pescara al “Ponte delle Fascine”, Chieti, località S.Filomena, Colle Marcone, Bucchianico, Villamagna, Vacri, Ari, Giuliano Teatino, Canosa Sannita, Arielli, Poggiofiorito, Orsogna, Frisa, Lanciano, Mozzagrogna, S. Maria Imbaro, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Pollutri, Cupello, Vasto, San Salvo, Petacciato, San Giacomo degli Schiavoni, per ricongiungersi a Chieuti (FG) al primo braccio. Da Lanciano un tratturo, attraverso Paglieta, Scerni e Monteodorisio si ricongiungeva al tratto principale tra Furci e Cupello.
Il Tratturo Celano – Foggia, lungo 210 km, con partenza dal piazzale antistante il Castello Piccolomini, andava verso Cerchio, Collarmele, Goriano Sicoli, Raiano, Sulmona, Pettorano sul Gizio, Rocca Pia, Piano delle Cinquemiglia, Rivisondoli, Roccaraso, S. Pietro Avellana, in Molise, Vastogirardi, Pietrabbondante, Salcito, Lucito, Morrone del Sannio e Ripabottoni ,fino a Foggia.Il Tratturo Centurelle-Montesecco parte dalla chiesa di Santa Maria di Centurelle a Caporciano, in provincia di L'Aquila, e giunge a Montesecco, in provincia di Foggia. I paesi attraversati sono: Caporciano, Civitaretenga, Navelli, Collepietro, Bussi sul Tirino, Castiglione a Casauria, Torre de' Passeri, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Lettomanoppello, Serramonacesca, Roccamontepiano, Fara Filiorum Petri, Rapino, Filetto, Guardiagrele, Orsogna, Sant'Eusanio del Sangro, Castel Frentano, Perano, Atessa, Gissi, Furci, Lentella, Montenero di Bisaccia, Montecilfone, Guglionesi, San Martino in Pensilis, Montesecco.

Non certamente di minore importanza la rete di tratturelli che attraversava tutta la regione e si collegava ai percorsi principali tra i quali è, comunque, doveroso annoverare il Tratturo Pescasseroli – Candela, Melfi- Castellaneta, lungo ben 380 km. Partiva dalla piazza davanti a Palazzo Sipari a Pescasseroli, dove nacque Benedetto Croce, e conduceva verso Opi, Civitella Alfedena, Barrea, Scontrone, Alfedena, Castel di Sangro, Rionero Sannitico, in Molise, Forlì del Sannio per giungere fino in Puglia; un secondo braccio andava verso Carovilli, Roccasicura, Chiauci e Bagnoli del Trigno.http://www.transumanza.eu

Per un approfondimento bibliografico:

U. Sprengel, La Transumanza nelle regioni italiane del Centro e del Sud Est, Amburgo, Società Geografica di Amburgo,1971

E. Mattiocco (a cura di), Abruzzo dei Castelli, I circuiti fortificati italici, Pescara 1988

A. Alessandrini (a cura di), Indagine sullo stato delle principali vie armentizie, Roma, Ministero per le Politiche Agricole, 1998

E. Petrocelli (a cura di), La civiltà della transumanza, Isernia, Cosmo Iannone Editore 1999

Questa scheda è stata redatta nell'ambito del progetto "Valorizzazione del Patrimonio Artistico Culturale"